Fluttuazioni nella percezione delle cose
Fa caldo. Qui in ufficio fa un caldo tropicale. Dev'essere la commistione di piu' fattori:
- ampie vetrate con sole a picco: il classico effetto serra, infatti abbiamo ampie coltivazioni di palme e baobab, tipiche della fascia tropicale. Crescono un po' dappertutto, tra i tavoli e le sedie, ogni tanto degli oranghi in giacca e cravatta saltano da un ramo all'altro con delle fotocopie in mano.
- fiato di 7 esseri umani di peso compreso tra un minimo di 60 Kg e un massimo di 110 Kg: contribuiscono a dare un tasso di umidita' simile a quella del Borneo. Vegetali e licheni crescono un po' ovunque, anche sotto i vestiti. Se in un bosco mi perdo e voglio cercare il nord basta che guardi in che parte del corpo mi cresce il muschio.
- aria condizionata ferma: qui non si capisce come esattamente funzioni questa roba, non ha un valore medio, o butta fuori vento artico e vedi pinguini passare col piumino addosso oppure spara getti tipo lanciafiamme.
- porte o finestre chiuse: se si tengono le finestre aperte entra il sole, se si tengono chiuse manca l'aria e in pochi minuti sveniamo, se si tiene aperta contemporaneamente la porta vola via tutto tipo tornado, inoltre con la porta aperta c'e' il rischio 'capo' in agguato, entra a passo felpato e ti accorgi di lui solo quando ce l'hai alle spalle ed e' troppo tardi per porre rimedio alla partita di tetris con punteggio record.
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